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I numeri romani e arabi

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I numeri romani e arabi

I numeri romani sono composti da una sequenza di simboli, scelti dalle lettere dell’antico alfabeto romano.

Essi appartengono ad un sistema numerico addizionale-sottrativo, poiché ogni numero rappresenta la somma o la differenza degli elementi che lo compongono.

Fin dalle origini, i segni numerici romani non furono sufficienti a comporre tutte le cifre. A volte, infatti, fu necessario aggiungere sopra ai vari simboli alcune linee orizzontali o verticali per scrivere i numeri più grandi.

Nel corso del tempo, la loro complessità favorì l’introduzione di un nuovo sistema numerico.

I numeri romani e arabi

Il sistema numerico attualmente in uso nella nostra società è formato dai numeri arabi.

Nonostante il loro nome, essi non furono inventati dalla civiltà araba, ma sono il risultato dell’evoluzione avvenuta nel corso dei secoli dei numeri brahmi indiani.

I numeri romani e arabi
Numeri Brahmi

Probabilmente, la loro origine risale al periodo compreso tra il V e il VI secolo a.C. in India.

In Europa giunsero nel XIII secolo per merito di Leonardo Fibonacci, figlio di un mercante pisano.

Per alcuni anni, egli frequentò la scuola in Algeria ed entrò in contatto con un nuovo sistema numerico. Apprese, inoltre, alcune tecniche matematiche ancora sconosciute in Europa.

Per approfondire le sue conoscenze, si recò nel Vicino Oriente dove collaborò con i matematici arabi, che avevano già maturato una certa esperienza con il nuovo sistema.

Ritornato in Italia, divenne un esperto di Matematica presso la  corte di Federico II di Svevia. Qualche anno dopo pubblicò un libro in cui spiegava l’utilizzo delle cifre arabe.

Nonostante i suoi chiarimenti, il nuovo sistema numerico non venne accettato per un lungo periodo. Infatti, si riteneva che il numero zero, considerato l’elemento peculiare dei numeri arabi, potesse creare confusione.

In Europa, la diffusione del nuovo sistema numerico avvenne dopo l’invenzione della stampa a caratteri mobili.

In seguito all’introduzione definitiva delle cifre arabe, i numeri romani si utilizzarono solo in alcuni contesti.

Ancora oggi, il loro impiego è limitato ad alcuni casi sporadici, tra cui nella numerazione dei capitoli dei libri, nella creazione di elenchi, nei quadranti degli orologi e per esprimere la numerazione dei secoli.

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